SPECIALE SICUREZZA
La prevenzione rimane l’approccio più corretto
L’ABITO FA IL MOTOCICLISTA SICURO
Un abbigliamento tecnico riduce o persino evita lesioni.
E un casco fluorescente rende più visibili.
In questo periodo, complice il caldo, capita di imbattersi in motociclisti alla guida di supersportive in pantaloni corti e maglietta, ma anche ragazzine in scooter con infradito e canottiera.
Prevenire Comportamenti superficiali che si trasformano in boomerang quando il destino si mette di traverso. In simili situazioni basta una scivolata, anche a velocità modesta, per provocare problematiche fratture e dolorose abrasioni, senza scordare l’ipotesi di restare paralizzati. Per la legge non c’è nulla di illecito. Anche se un recente emendamento al codice puntava a introdurre l’uso obbligatorio di abbigliamento protettivo ( casco integrale, guanti, giacca con protezioni e tuta) in misura proporzionale alla potenza del veicolo. La proposta è stata abolita per le proteste dei motociclisti, sostenuti da riviste del settore.
Convincere. Contraria anche l’ANCMA (Associazione Nazionale ciclo moto e accessori) che ha spiegato come la spinta all’uso dell’abbigliamento protettivo possa essere ottenuta spiegando agli utilizzatori i vantaggi di simili prodotti, non con imposizioni per legge. Sui benefici si è soffermato il Maids (Motorcycles accidents in depth study), la più completa analisi degli incidenti sulle due ruote a motore: 921 incidenti studiati in 5 Paesi. Per i motociclisti un giubbotto medio-leggero (cotone, denim o nylon) offre un fattore di protezione, per attenuare o persino evitare lesioni, del 69%. Con un giubbotto pesante (kevlar o pelle) questo valore sale al 92%.
L’adozione di calzature leggere, come scarpe da ginnastica, vale una protezione del 46% mentre gli stivali valgono il 92%. Valori persino più alti si registrano con le protezioni per le mani: 93% con guanti medi e 95% con guanti pesanti.